Perchè Iside....
Un saluto a tutti voi che incuriositi, siete entrati in questo blog.
Il mio nome è Ida, ed ho deciso di dedicare questo spazio ad Iside, la Dea dai nomi infiniti. Il suo culto è originario dell' Alto Egitto ed in età faraonica la teologia ufficiale la poneva come una dei quattro figli di Nut (Dea del Cielo) e Geb (Dio della Terra), assieme ad Osiride, Nephtys e Seth. Il suo nome egiziano, Aset, vuol dire "trono" ed il cartiglio che lo indica è formato dall'ideogramma di un trono (che è anche la corona della Dea nelle rappresentazioni pittografiche) e da un segno che ricorda una mezza luna. Iside, infatti, era il Trono del Faraone: era la Madre che lo allatta e la sua regalità, ed il faraone era considerato Horus (figlio di Iside ed Osiride) in Terra.
Ma il culto di Iside ha una portata ben più vasta nella cultura europea, di quanto non sembri. In età Tolemaica, infatti, esso prese a diffondersi in tutto il bacino del mediterraneo partendo dalla Grecia dove aveva sei sacrari a Delo, a Delphi ed ad Atene e si diffuse in tutta Europa. Quando sotto Augusto l'Egitto divenne una provincia di Roma, Iside ebbe le porte aperte sull'Italia e sul resto d'Europa. Esempio della diffusione del suo culto sono rappresentati dall'Iseo Campense fatto costruire da Caligola nel Campo Marzio a Roma, ed il Tempio di Iside a Pompei.
Importanti sono anche le testimonianze scritte, tra cui forse la più bella è quella di Apuleio (Metamorfosi, liber XI) in cui è esplicito che Iside era venerata ai suoi tempi quale Dea Universale, e non più come Dea dei sovrani.
Sicuramente il culto di Iside per la sua particolarità di essere accessibile a tutti ebbe una enorme diffusione nel tardo impero, e, come dice Reinhold Merkelbach nella sua introduzione a “Le Metamorfosi” di Apuleio (ed. BUR) “.. testimonianze del culto egiziano (della Dea) si trovano in Italia, nell’Africa del Nord, in Spagna, in Gallia, in Bretagna, in Germania, nella Rezia e nella Pannonia. Roma divenne eretta a città santa dei mistici di Iside. Alla metà del secondo secolo d.C. sembrava che questa religione dovesse diventare il culto dominante di tutto l’Impero”....
E poi? Che è successo? Lo sappiamo tutti (ma delle persecuzioni Cristiane dei filosofi e sacerdoti pagani parlerò ampiamente, non temete).
Eppure il culto di Iside non è mai scomparso. Ci sono fonti scritte medioevali che ne parlano, e addirittura durante la Rivoluzione Francese la sua effige fu innalzata sotto il nome di "Dea Ragione" (ma anche di questa continuità parlerò ampiamente, spero). Ed oggi esiste un tempio di Iside che conta in tutto il mondo decine di migliaia di iscritti: la Fellowship of Isis, fondata trent'anni fa da Lady Olivia Robertson e presso la quale ho la fortuna di studiare.
Siate i benvenuti, dunque, nel mio piccolo Iseo.
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