lunedì, 07.05.07
Primo Inno ad Iside, dal Tempio di Philae
Philae è una piccola isola che si trova sul corso del Nilo, sede di importanti strutture templari risalenti all'età tolemaica dedicati alla Dea Hathoe ed alla Dea Iside. Questo luogo fu l'ultimo dei templi pagani ad essere soppresso, da parte dell'imperatore di Bisanzio, Giustiniano che completò l'opera iniziata da Costantino imponendo a tutto il mondo l'unico Dio giudaico-cristiano.
Nel primo Inno del Tempio, Iside viene chiamata "Madre di Dio",
Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.
Tu sei la divina madre di Horus,
Il Possente Toro, protettore di suo padre,
Che fa cadere i ribelli.
Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.
Tu sei la divina madre di Horus,
Min-Horus, l'eroe che abbatte il suo nemico,
E compie un massacro in ciò.
Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.
Tu sei la divina madre di Horus,
Khonsu-il-potente, il figlio reale del Signore dell'Eternità,
Signore della Nubia, sovrano delle terre straniere.
Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.
Tu sei la divina madre di Horus,
Il Possente Toro, che ha costruito i templi dell'Enneade,
E da forma ad ogni immagine divina.
Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.
Tu sei la divina madre di Horus,
Il Possente Toro che protegge l'Egitto,
Signore del Nome*, sempre.
Lode a te Iside-Hathor,
Madre di Dio, Signora del Cielo,
Padrona di Abaton, Regina degli Dei.
giovedì, 03.05.07
La mia solidarietà ad Andrea Rivera
Nel mio piccolo spazio ci tengo tantissimo ad esprimere la mia solidarietà ad Andrea Rivera. Un ragazzo come me che ha detto da un microfono cose che tante persone come me pensano e condividono.
L'ironia e l'autoironia è sintomo non solo di intelligenza, ma anche di dubbio. Chi non ha dubbi su se stesso e sulla sua fede, mi dispiace dirlo, è un fanatico. Chi crede che non può sbagliare mai, è un fanatico....Chi non accetta le critiche del libero pensiero è un fanatico. Quando il fanatismo arriva alla politica il gioco diventa, evidentemente, pericoloso.
La cultura media si è alzata rispetto ai secoli scorsi, e non bastano più i preti dal baldacchino di Bernini oppure gli pseudo gionalisti del Tg4 senza alcuna conoscenza storica ad impedirci di riflettere.
Infine è con molto rammarico che noto come l' "americanismo" abbia invaso non solo la vecchia Europa, ma anche il vecchissimo Vaticano: basta riempirsi la bocca con il termine "terrorista" (tecnica inventata e ampiamente sfruttata da Bush, come ben sappiamo) per pensare che il popolo si spaventi e si metta sotto l'ala "protettrice" del Padre-Padrone (Che sia un papa, un presidente o un dio... poco importa).
Bravo Andrea!!
Leggi l'articolo da Aprileonline
venerdì, 20.04.07
Il Lapislazzuli di Iside
Il Lapislazzuli era per gli antichi Egizi una pietra molto preziosa, dal valore simbolico unico. Esso proveniva prevalentemente dall’attuale Afganistan, ed era usato per la realizzazione di gioielli ed amuleti ma le sue polveri erano anche presenti nei cosmetici. A dispertto della sua semplicità, il lapislazzuli era considerato dagli antichi Egizi un’immagine del cielo. La sua colorazione blu scuro è simbolo della profondità del cielo notturno, e le chiazze dorate (dovute alla presenza di pirite nel minerale) ricordano le stelle scintillanti sparse nel buio.
Il lapislazzuli è la pietra del cielo, o potremmo dire del “paradiso”, o meglio ancora dell’Amenti (come chiamavano gli Egiziani il Regno di Osiride). Esso era sacro ad Iside Siriaca ed a sua madre Nut, ed era la pietra della felicità tanto che nel periodo tardo il termine per designare il lapislazzuli era “khesbedj”, parole che voleva dire appunto “gioia”.
I giudici portavano uno scarabeo (simbolo del’ Ib, cioè del cuore) in lapislazzuli su cui era incisa la parola Meyet, cioè verità.
Come pietra sacra ad Iside, il lapislazzuli rappresenta il trono terreno (cioè Iside stessa) ma anche quello dell’Amenti, del Regno perfetto di Osiride. Inoltre le tonalità blu di questa pietra ricordano le acque del Nilo, il seme di Osiride che feconda la terra, porta la vita e rinasce come figlio della Dea, Horo.
Nella prima età tolemaica esisteva il culto di “Iside dalla testa di lapislazzuli”, Iset khesbedjet Tep, probabilmente legato ad un simulacro della Dea che aveva, appunto, la testa fatta con questa pietra.
lunedì, 15.01.07
Iside nel cielo di Mezzogiorno
Quando la barca solare guidata da Iside (a cui sono sacre tutte le imbarcazioni) raggiunge il suo apice il saluto che Le si porge è semplice e si lega al Risveglio di Iside che si celebra al mattino:
Salve Iside, Signora velata dal mantello del Sole, la cui luce illumina la Terra il cui calore fa crescere e prosperare la vita Benvenuta nel dolce cielo pomeridiano Illumina queste ore nella mia giornata Signora del Fuoco e della Fiamma!
domenica, 17.09.06
Iside Alata
Nabet Aset, soffia il vento di Maat.

Offrire il proprio cuore ad Iside

Invocazione di offerta del proprio cuore tratto da "Offering to Isis" di Isidora Forrest (edito da llewllyn). Traduzione di Ida Marfella.
"Cosa potrei offrire alla mia Dea Iside che sia davvero soltanto mio? Io sono nel mio cuore. Nel mio cuore esisto. Nel mio cuore vivo. Quello che ho fatto, chi ho amato, i miei fallimenti, le mie vittorie, tutto è nel mio cuore. Ogni atto, ogni pensiero tesse il vaso del mio cuore.
In tutti i miei pregi e difetti sono io che ho ordito la trama del mio cuore. Ne ho cucito tutti i punti, ed ho iniziato a farlo lo stesso giorno in cui sono venuta al mondo dal ventre di mia madre. Questo cuore mio conosce tutto quello che è in esso.E questo, questo voglio offrire a Te, Iside: il mio cuore e ciò che è dentro di esso. Questo è ciò che desidera il mio cuore il quale dovrebbe appartenere solo a Te.
Ascolta, Iside, le parole del cuore: "Sono offerto ad Iside perchè io sono la sede del suo potere, del suo amore, della sua saggezza e della sua magia sacra.
Io sono quel luogo attraverso il quale, entrando in me, si viaggia verso l'Io Supremo, che trascende l'Io diventando qualcosa che non è più Io ma la pienezza dell'Essere.
Io sono il cancello del divenire, sono la goccia di rugiada pura. Io sono il cuore. Ad Iside, oh Iside, io offro questo cuore e tutte le cose belle e pure. M'den, Iset. Accettalo, Iside"
Iside Afrodite

Iside Afrodite,
tu che induci gli amanti ad abbracciarsi
volgi il tuo sguardo alla tua Terra
La Madonna senza scarpa

Che i culti di santi e Madonne hanno sostituito quelli degli antichi Dei pagani, non è un mistero per nessuno. Ma l'esempio della Madonna di Piedigrotta a Napoli è tra quelli più belli. Forse perchè appartiene alla mia terra, e questa bella Signora risiede non molto lontano da casa mia... ma la Madonna di Piedigrotta è davvero grande! Pensate che si narra una storia secondo cui per salvare dei pescatori la Madonna scese dal sul trono ed uscì dalla chiesa (la quale si trova proprio di fronte al mare di Mergellina). Il sacrestano di nome Bernardino, devotissimo alla Madonna, sentendo dei rumori entrò nella chiesa per vedere cose stesse succedendo. Non trovò più la Madonna!!
Pensò ad un furto sacrilego del prezioso simulacro, e proprio mentre meditava di avvisare il prete dell'accaduto, ecco aprirsi le porte delle chiesa. Apparve Lei, la Madonna, con il sul bel manto bagnato. Il sacrestano Le chiese dove fosse stata, e Lei gli riferì che era accorsa alla richiesta di aiuto dei pescatori che stavano annegando in un naufragio e che nel soccorrerli aveva perso una scarpina sulla spiaggia.
Nessuno credette alla storia del sacrestano, ma quando videre che la statua della Madonna aveva il mantello bagnato ed una scarpetta mancante furono consci del miracolo. Bernadino ascese con l'anima verso la Signora che aveva tanto amato in vita e che gli aveva fatto la grazia di mostrargli il suo vero volto.
Era tradizione per le giovani donne napoletane portare l'effige di una scarpa alla Madonna di Piedigrotta come ex voto per un matrimonio fortunato.
A Iside, Salvatrice
A volte la vita sembra fermarsi, come nell'ingorgo di un lavandino. Senti il rancore e la repulsa salirti su per la gola e venir fuori, senti il cuore aprirsi in due parti e frammenti di anima lasciano il corpo. Le lacrime salate non cancellano la disperazione, ed il mondo a colori sembra diventare in bianco e nero...
Eppure nemmeno in questo momento mi dimentico di Te. Come Lucio ti chiese di ridargli forma umana, da asino quale era diventato, oppure morire.. così io Dea dai molti Nomi ti chiedo di ridarmi le mie sembianze. Così come Tu a lui non negasti nessuna grazia, e benediscesti la sua vita con i tuoi Santi Misteri e lo vestisti di lino una volta tornato uomo, così il mio cuore e fiducioso che le Tue Orecchie ascoltino i miei lamenti.
"Tu sì, sei santa, tu sei In ogni tempo salvatrice dell'umana specie, tu, nella tua generosità, porgi sempre aiuto ai mortali, tu offri al miseri in travaglio Il dolce affetto che può avere una madre. Né giorno né notte né attimo alcuno, per breve che sia, passa senza che tu lo colmi del tuoi benefici; tu per mare e per terra proteggi gli uomini, allontani le tempeste della vita e porgi con la tua destra la salvezza, tu sempre con la tua mano sciogli le fila che Il destino aggroviglia in nodi inestricabill, tu calmi le bufere della Fortuna e poni un freno alle funeste rivoluzioni delle stelle..." (Apuleio, Le Metamorfosi, Liber XI
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Iside, alto faro di luce

In età ellenistica il culto Isiaco ebbe una diffusione enorme, ed il suo centro fu la capitale culturale del mediterraneo: Alessandria d'Egitto. Non solo ad Iside era consacrato il famoso faro , una delle sette meraviglie del mondo antico, ma Lei stessa era detta "alto Faro di Alessandria". La Dea era identificata con la Luce che di notte guida i viaggiatori in mare sull'oscurità delle acque.




